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Nuove tecnologie
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Progetto di informatica |
L’aula di informatica della scuola media “E. Fermi”
dispone da quest’anno di venti postazioni multimediali per gli alunni,
una postazione per l’insegnante, un server per la gestione della rete
locale, due stampanti (di cui una laser b/n e una a getto d’inchiostro a
colori), uno scanner e un masterizzatore.
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Secondo quanto previsto dal progetto LASIS della Provincia
Autonoma di Bolzano, entro il corrente
anno scolastico l’aula di informatica sarà interconnessa in rete
e collegata alla rete delle reti (Internet).
Da un paio d’anni si moltiplicano i segnali di una maggiore
attenzione verso il mondo della scuola da parte di piccole e grandi case
di produzione di hardware e software e, finalmente, viene fatto dagli
addetti alla ricerca e allo sviluppo delle nuove tecnologie un esame delle
attività di insegnamento ed apprendimento che mostra lo stesso rigore con
cui è condotta l’analisi delle altre attività lavorative nella
produzione e nei servizi. Ora c’è quindi la possibilità per gli
insegnanti di innovare la loro didattica, arricchendola di nuovi stimoli e
nuovi contenuti.
Ma per fare ciò si richiede loro un aumento del carico di
lavoro, nel senso che devono sviluppare e praticare capacità di
progettazione di nuovo materiale didattico, capacità d’uso di questi
prodotti e di contesti sociali per l’apprendimento.
Tuttavia, è opportuno sottolineare il fatto che
le tecnologie, da sole, per quanto potenti, non cambiano l’insegnamento.
Affinché si sviluppino tecnologie adatte, è necessaria una attenta ed
approfondita riflessione su che cosa è l’apprendimento e quali sono i
suoi scopi, coinvolgendo in questa riflessione tutti i protagonisti di
questo processo.
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Valenze didattiche delle nuove tecnologie |
Anche considerandole solo semplici strumenti, le nuove
tecnologie possono interagire con tutte le attività intellettuali dei
ragazzi.
Sotto l’aspetto della comunicazione e dell’uso di
linguaggi non verbali il loro impiego presuppone da parte dello studente
sia la capacità pratica di gestire
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efficacemente l’offerta di messaggi multimediali per trarne
le informazioni a lui necessarie, sia la capacità di produrre messaggi
usando tecniche multimediali. Operazioni queste due molto meno
facili di quanto si pensi: basti considerare la difficoltà di ricavare
informazioni da Internet o l’inadeguatezza multimediale di costosi
prodotti industriali. Oltre a ciò, le nuove tecnologie possono svolgere
molte altre funzioni strumentali: l’utilizzazione e la scrittura di
procedure, il calcolo e la rappresentazione grafica, la raccolta,
l’organizzazione, l’elaborazione e l’interrogazione dei dati, la
simulazione, ecc. Tutte funzioni queste che hanno a che fare con le
attività di progetto, di problem
solving, di analisi della realtà, attività che non hanno mai cessato
di esistere nell’apprendimento e sono sempre state parte essenziale
della formazione di base.
E’
perciò opportuno che le nuove tecnologie, che innovano profondamente
queste attività, siano adottate appieno nel mondo della scuola e non
siano viste solo come semplici, seppur potenti, strumenti multimediali.
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Opzioni metodologiche |
Il
modo più facile per introdurre le nuove tecnologie nella scuola
è quello di creare “zone franche” nel curricolo (area di
progetto o simili) o addirittura spazi extracurricolari, nei quali il
rapporto con le tecnologie si può dispiegare senza preoccupazioni indotte
dai programmi. |
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C’è,
però, qualche controindicazione: è vero che così facendo si riesce in
qualche modo a sviluppare negli studenti una cultura multimediale, ma è
anche vero che si finisce per mettere ancora più in evidenza la staticità
della maggior parte del curricolo creando così contrasti e veri e propri
conflitti.
ìIl
problema è dunque quello di una reale integrazione delle tecnologie nei
curricoli. È questo un problema di non facile soluzione, che può però
essere affrontato facendo propria la prospettiva delineata nel documento,
cosiddetto “dei Saggi”, sui contenuti essenziali per la formazione di
base, laddove si propone di superare le tradizionali partizioni
disciplinari del sapere verso “un insegnamento-apprendimento organizzato
per temi, alla cui elaborazione concorrano diversi settori culturali”.
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Disagi iniziali |
Parecchi insegnanti affermano che l’utilizzo delle nuove
tecnologie è ostacolato dalla loro scarsa “trasparenza”: per gli
utenti normali sono poco accessibili, richiedono competenze speciali. La
loro introduzione nella didattica sarebbe molto più vasta e diffusa se si
configurassero come prolungamenti naturali delle facoltà dell’utente,
sia esso insegnante che allievo.
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A queste affermazioni si può obiettare che nessuna
tecnologia è “trasparente” per gli utenti fin dall’inizio, ma lo
diventa dopo un certo sforzo di apprendimento e familiarizzazione. Si
tratta di adottare strategie che introducano una dimensione ludica
nell’addestramento e, nello stesso tempo, lo arricchisca intrecciando
acquisizione di strumenti e loro applicazione a casi significativi. E si
può aggiungere che l’acquisizione di una cultura delle tecnologie è di
per sé un plausibile obiettivo formativo, sia perché può migliorare la
padronanza degli strumenti sia perché la comprensione dei principi
scientifici degli oggetti artificiali e delle logiche del loro uso è
comunque uno strumento di “sopravvivenza intellettuale” sia per
l’insegnante che per
l’allievo.
Del resto, ormai nessuno mette in dubbio il fatto che le
tecnologie della comunicazione e dell’informazione, in quanto strumenti
molto potenti, possono promuovere in modo efficace e significativo lo
sviluppo formativo degli studenti.
Sta però all’insegnante scegliere come, dove, quando e
perché utilizzare questi strumenti e lo può fare tanto meglio quanto più
ampiamente e approfonditamente conosce i mezzi che intende adoperare.
E’
perciò assolutamente indispensabile per tutti, insegnanti ed allievi, un
periodo di “addestramento” per familiarizzare con le nuove tecnologie
ed iniziare a scoprirne e saggiarne le potenzialità. |
Proposta di continuità
didattica
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Obiettivi |
Premesso
che “l’esperto” per individuare i possibili contributi derivanti
dall’ingresso delle nuove tecnologie in campo didattico è
l’insegnante, |
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il
saper usare in modo attivo un computer sviluppa tutta una serie di abilità
fondamentali nel processo di formazione di uno studente.Per esempio,
l’uso di un “word processor” facilita l’aspetto creativo
dell’allievo. Questo tipo di software consente infatti di eseguire
operazioni di modifica, inserimento, copia, trasferimento,
personalizzazione che rendono il testo manipolabile, aperto a continue
correzioni, sempre ampliabile.D’altra parte, l’utilizzazione di
ipertesti facilita il procedimento di ricerca, dal momento che offre la
possibilità di consultazione non sequenziale, simulando quelli che sono i
percorsi della nostra attività mentale.Ma, ancora più importante per
l’acquisizione di nuove abilità cognitive è la costruzione di un
ipertesto, in quanto questa attività necessita di un notevole lavoro di
organizzazione delle informazioni, favorendo anche la capacità di
sintetizzarne il contenuto.
Per
non parlare delle abilità connesse all’apprendimento di un linguaggio
di programmazione, ad esempio LOGO.Pertanto, gli obiettivi educativi e
didattici, generali e specifici, che si intendono conseguire con l’aiuto
delle nuove tecnologie, sono ovviamente di stretta competenza dei consigli
di classe e del singolo docente.
L’uso
del computer come strumento di lavoro per studente ed insegnante richiede,
però, l’acquisizione di una serie di competenze, che vengono qui di
seguito elencate come obiettivi di una fase iniziale del processo di
familiarizzazione con gli strumenti informatici e telematici.
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Obiettivi per allievi e docenti |
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saper elaborare un documento con un programma di videoscrittura
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saper utilizzare lo scanner per la digitalizzazione dell’immagine
-
saper realizzare microlavori
-
saper individuare siti Internet di interesse personale e/o scolastico
-
saper scrivere semplici programmi in LOGO, linguaggio dedicato ai più
giovani utilizzatori di PC e particolarmente adatto ad esplorare
alcuni importanti paradigmi, quali la ricorsività, l’inferenza
logica, le strutture a oggetti.
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Obiettivi per soli docenti |
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