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Una classe in gioco

Scuola Secondaria "Enrico Fermi"

Fin dai primi anni settanta, nella scuola media “E.Fermi” si è avviato un dibattito su quali strumenti e modelli organizzativi consentissero di realizzare al meglio i principi contenuti nella legge del 1962, che istituiva la Scuola Media unica ed obbligatoria.

La nostra scuola ha quindi contribuito, con i suoi progetti, a formare varie esperienze e a cogliere tutte le potenzialità offerte da leggi e decreti.

Nascono così progetti di:

  • Integrazione degli alunni portatori di handicap;

  • Sostegno ai ragazzi svantaggiati;

  • Autoformazione degli insegnanti.

Dal 1975, viene introdotto, a livello sperimentale, per due sezioni della scuola, il TEMPO PIENO e vengono istituite le COMPRESENZE. Queste ultime consentono un lavoro, in piccoli gruppi, per recuperare le difficoltà di apprendimento e per sviluppare tutte le risorse, o la presenza in classe di due insegnanti con un obiettivo educativo-didattico comune.

Sia l’apprendimento individualizzato che la compresenza pongono l’esigenza di una sempre maggiore professionalità degli insegnanti.

L’esperienza si rivela positiva e il Collegio Docenti chiede ed ottiene l’autorizzazione ad estendere la sperimentazione a tutta la scuola. Le compresenze vengono potenziate e divengono lo stimolo per una ridefinizione dei metodi e stili di lavoro di tutto il corpo docente.

Da ciò nasce, negli anni successivi, la decisione di dividere le cattedre di lettere(in italiano e storia e geografia) e di matematica(in matematica e scienze), per migliorare la professionalità degli insegnanti, consentendo loro una forte specializzazione.

L’attenzione alle intelligenze diverse si traduce in un riequilibrio delle materie, con l’aumento del monte ore di discipline considerate secondarie(arte, musica, educazione fisica, ecc.), affermando così il principio della pari dignità di tutte le discipline, rispetto alla formazione dell’adolescente. In particolare, le ore di educazione fisica salgono a quattro con l’introduzione di varie attività come il nuoto, il pattinaggio e il tennis.

Il continuo approfondimento delle problematiche, presenti a livello teorico e sul territorio, inducono ad elaborare un nuovo progetto sperimentale che, facendo tesoro dell’esperienza precedente, consenta alla scuola un ulteriore passo in avanti. Il Collegio chiede quindi l’autorizzazione ad attuarlo in base all’ex art.3 DPR 419/74.

Rimangono, come assi portanti, il lavoro in equipe tra insegnanti, il lavoro in piccoli gruppi o in compresenza, la parità delle discipline.

L’innovazione è costituita dall’introduzione di un monte ore da dedicare alla cultura plurilingue, con l’istituzione di un LABORATORIO PLURILINGUE: “laboratorio” per il suo carattere operativo, “plurilingue” per rispondere alle particolarità di un territorio in cui convivono, accanto alla comunità italiana, quella tedesca e la ladina.

L’ipotesi di fondo è che, in provincia di Bolzano, l’apprendimento del tedesco, per gli alunni italiani, sia condizionato negativamente dal pregiudizio etnico, e si vuole sperimentare se una maggiore conoscenza dell’altro gruppo linguistico e della complessa realtà locale, possa scalfire questo atteggiamento e di conseguenza portare ad un potenziamento dell’apprendimento della L2 e, in ultima istanza, migliorare la convivenza in Sudtirolo.

La prima verifica del progetto sperimentale avviene nel 1989. In particolare, viene sottoposto a verifica il LABORATORIO PLURILINGUE e i suoi presupposti teorici.

Il prof. Kielhoefer della Freie Universitaet di Berlino, dopo un’ampia indagine, che coinvolge anche altre scuole di Bolzano, arriva alla conclusione che non sia tanto il pregiudizio ad ostacolare l’apprendimento del tedesco, quanto l’organizzazione stessa dell’insegnamento e propone di adottare un modello di “immersione tardiva e parziale” che, pur valutata positivamente dal Collegio, non viene approvata per considerazioni di ordine legislativo ed organizzativo.

In base a quanto emerso, il gruppo di ricerca L1-L2(che coinvolge tutti gli insegnanti di tedesco e di italiano e che è operativo, insieme ad altri, nella scuola) propone, con il sostegno teorico del prof. Carli, al Collegio una modifica al progetto sperimentale, che è tuttora operante. Nel 1991 il laboratorio plurilingue si scinde quindi in LABORATORIO LINGUISTICO (L1-L2) e LABORATORIO INTERCULTURALE (tedesco-storia), per meglio realizzare gli obiettivi di approfondimento della conoscenza delle lingue e per affrontare tematiche di intercultura, che promuovano un'educazione alla diversità e all’accettazione dell’altro.

L’irrompere in Sudtirolo di culture extracomunitarie, attraverso il fenomeno dell’immigrazione, costituisce un’ulteriore sollecitazione in questa direzione.

Nasce inoltre un LABORATORIO AMBIENTALE (geografia-scienze) per potenziare l’area scientifica e trattare in modo più organico, le tematiche ambientali che si sono via via imposte.

Dal 1996 viene introdotto l’insegnamento della lingua inglese (due ore frontali ed una in compresenza). Il LABORATORIO LINGUISTICO diviene trilingue e vuole realizzare un’educazione linguistica integrata di L1-L2-L3(è seguito da M.Dodman).

Vengono ridotte le ore del laboratorio linguistico e quelle del laboratorio interculturale, per introdurre una nuova modifica del progetto sperimentale che consenta di realizzare i LABORATORI FLESSIBILI.

Il concetto di flessibilità si lega all’esigenza di rispettare le intelligenze diverse presenti nella scuola e di promuoverne la valorizzazione.

Sempre più la scuola “E.Fermi” ha approfondito negli anni il tema dei diversi stili di apprendimento, anche attraverso la realizzazione del Convegno del 1993,  “Il senso dell’imparare”.

La complessità delle problematiche che la scuola deve affrontare la porta ad uscire da ogni rigidità eccessiva e a diventare elastica e flessibile nella soluzione ai problemi.

A classi aperte, gli alunni partecipano nel corso dell’anno scolastico, a 3 diversi laboratori flessibili, in cui svolgono varie attività (teatro in L1 e L2, ceramica, “basteln”, ecc.), che consentono loro di esprimere attitudini e capacità che non sempre trovano spazio nelle materie curricolari.