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Giornale virtuale
sul web    

Le innovazioni dell’ultimo decennio nel settore delle telecomunicazioni e soprattutto la crescente diffusione di internet hanno trasformato in modo sostanziale sia le concrete possibilità di comunicare sia il modo di concepire la comunicazione e di rapportarsi ad interlocutori lontani.

Gli scambi epistolari, fenomeno abbastanza raro, elitario, e in generale poco 

consono ai ritmi accelerati all’attuale concezione della vita e del lavoro, sembrano tornare di attualità in una dimensione appunto accelerata e “funzionale” della corrispondenza, nella quale la parola “supera”il telefono sia sul piano della funzionalità sia sul piano dei rapporti interpersonali.

Se riguardo alla funzionalità il computer ha trasformato stampa e fotocomposizione, e il fax ha consentito di scambiarsi quasi in tempo reale documenti scritti, internet, in una sintesi per molti ancora quasi sconvolgente, offre la possibilità di uno scambio “fluidificato” di documenti, più ricco sul piano quantitativo e più veloce flessibile, e continuamente aggiornabile.

Non solo: internet consente di eliminare un centro dal quale si dipartono le informazioni, ma al tempo stesso di costituire una pluralità di nodi di informazione, di “luoghi virtuali”dove si raccolgono informazioni, dove ci si scambiano opinioni e materiali e dove collegialmente di ricrea l’informazione.

Suo piano interpersonale la posta elettronica e le chat-line propongono una scrittura veloce, che non solo prescinde dalla conoscenza concreta dell’interlocutore, ma crea spazi di conoscenza, con possibilità di anonimato e di elasticità che possono essere motivo di entusiasmo e diffidenza .

In campo educativo, questo tipo di trasformazioni suscita ancora non poche perplessità. L’utilizzo di internet, ad esempio, espone i minori ad una quantità di informazioni decisamente maggiore di quanto possa fare la stampa.

L’immaterialità delle fonti ostacola il controllo da parte dell’adulto e il giovane “navigatore” gode effettivamente di spazi, di libertà e opportunità di accesso alle informazioni maggiori rispetto ad esempio allo zapping televisivo.

D’altro canto l’educatore deve affrontare la questione degli strumenti di gestione dell’informazione tanto più quanto più aumenta la velocità di diffusione di notizie e opportunità virtuali e porsi obiettivi pedagogici più sofisticati rispetto all’esigenza di formare il senso critico e la capacità di selezionare le informazioni nel bambino che cresce.

In quest’ottica va pensata ed attuata una rilettura telematica del giornalino scolastico, come strumento in grado di attivare la partecipazione dei bambini alla gestione delle informazioni, di proporre dei luoghi virtuali di elaborazione delle notizie, avvicinando in questi “non – luoghi” scuole geograficamente lontane e incoraggiando una collaborazione tra bambini che non si conoscono e che probabilmente altrimenti non si conoscerebbero.

Sul piano operativo, tra l’altro, la collaborazione tra le scuole, peraltro auspicata, se non altro come intenzione, sia a livello ministeriale sia a livello locale, ha da sempre presentato delle difficoltà legate:

  • all’organizzazione delle uscite e alla “perdita di tempo” che inevitabilmente ne consegue;

  • alla lentezza dei tempi di elaborazione di testi, alla lentezza delle operazioni di scambio (feed-back, impossibilità di scambiarsi prodotti semifiniti)

  • allo scarso indice di gradimento sul piano estetico dei prodotti finiti

  • alla connessa caduta di motivazione.

Sul piano pedagogico editing e telematica non possono e non devono essere letti soltanto nella loro dimensione tecnica, ma devono inserirsi nella tendenza generalizzata di una scuola “globale” che vuole collegarsi al territorio, sperimentando la pluralità dei linguaggi, e diventare creativamente parte attiva dei processi di mondializzazione.

Le considerazioni di cui sopra consentono di riprendere in modo innovativo l’ipotesi freinetiana del giornalino come consolidamento di saperi locali e strumento di scambio che valorizzi percorsi di autoconsapevolezza (i bambini si interrogano sul loro modo di cogliere le notizie e di partecipare alla vita sociale) e di interconsapevolezza (scambio di opinioni con altri individui e altri gruppi di bambini).

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Proposta di ricerca

Il progetto, che prevede la collaborazione di Università e Scuola, ha come finalità la costituzione di un giornale virtuale delle scuole elementari di :

Bolzano, e prevede il coordinamento scientifico e il monitoraggio dell’esperienza da parte dell’università.

Si vogliono innanzi tutto mettere in comunicazione, nella produzione del giornale, le scuole elementari di lingua italiana, collegandole in rete.

Si prendono inoltre in considerazione altre ipotesi di collegamento vale a dire:

  • Il coinvolgimento di alcune scuole di lingua tedesca per motivare ulteriormente

  • l’apprendimento della lingua tedesca e per conoscere bambini che frequentano scuole di cultura/organizzazione differenziata

  • Il coinvolgimento di scuole di lingua inglese, all’interno o all’esterno della provincia

  • La possibilità di collaborazione tra classi, tramite momenti di incontro e lavoro  “in presenza” tra i bambini che collaborano in rete

  • L’implementazione delle competenze previste dai programmi di italiano e di   educazione civica per quanto riguarda la scelta degli argomenti, gli stili di scrittura,   ma anche il concetto di partecipazione alla vita sociale e le regole della collaborazione.

Come si vede la finalità del progetto non consiste solo nel prodotto (esistono infatti diverse esperienze simili) ma soprattutto nell’analisi dei processi educativi attivabili attraverso questa esperienza e nel loro monitoraggio.

La finalità pedagogica della ricerca sarebbe quella di arrivare ad una sorta di manuale di best practice per l’attivazione di un giornale virtuale. Per questo motivo, più che la qualità oggettiva delle pagine, il progetto ricerca la migliore qualità possibile dei passaggi di produzione del giornale, quali:

  • la negoziazione redazionale dentro e fra le classi coinvolte

  • la valutazione di efficacia informativa fatta dalle classi stesse

  • i ruoli (diretto indiretto) che possono essere assunti dagli insegnanti

  • il quadro complessivo delle opportunità offerte dalla strumentazione telematica.

Il progetto, che vuole sfruttare al meglio la sinergia tra scuola e università, prevede:

a)  Una prima fase di presentazione del progetto agli insegnanti e di messa a punto definitiva degli obiettivi. In questa fase avranno luogo alcuni incontri con gli      insegnanti interessati al progetto finalizzati alla costituzione del gruppo di lavoro, alla identificazione dei responsabili del progetto nelle varie scuole, alla definizione dei passaggi procedurali

b)  Una seconda fase di presentazione del progetto ai bambini da parte degli insegnanti e di avvio del lavoro redazionale.

c)  Una terza fase di incontri di valutazione con gli insegnanti, che verteranno sulla valutazione in progress effettuata dai ricercatori universitari. Si intende infatti avviare una ricerca azione che vada avanti nel tempo, per la quale si prevede un monitoraggio in parallelo rispetto all’utilizzo di diverse tecnologie o metodologie.

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Livelli operativi

Esistono tre livelli operativi necessari per la realizzazione del progetto: il primo riguarda la scuola, il secondo gli insegnanti, il terzo gli allievi.

Per quanto riguarda la scuola è necessario che le scuole costituiscano un laboratorio multimediale (stazione multimediale) attrezzato secondo modalità da concordare. E’ necessario che detto laboratorio sia collegato in rete alle altre scuole e sia ovviamente dotato di un collegamento internet.

È inoltre necessario che ogni scuola designi:

-un insegnante referente per gli aspetti tecnologici

-un responsabile del monitoraggio, che collabori più strettamente con l’Università

-un esecutore del lavoro in classe

-una o due classi che parteciperanno attivamente al progetto

Per quanto riguarda gli insegnanti si propone un corso di alfabetizzazione e aggiornamento multimediale per quelli che lo desiderano. Detto corso, che si svolgerà nei locali dell’università di Bressanone, potrà preparare gli insegnanti in merito ai contenuti tecnologici e formativi del progetto.
    

Per quanto riguarda i bambini il progetto prevede:

a)  la familiarizzazione dei bambini con le tecniche di produzione del giornale;

b)  la creazione di una redazione virtuale che secondo modalità da definire suddivida compiti e responsabilità. Si possono ipotizzare dei turni su tempi lunghi utili all’ottimizzazione delle competenze acquisite dai singoli e dalle scuole.

c)  la definizione del tipo giornale da produrre

d)  l’attivazione di un vero e proprio lavoro di redazione

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Gli allievi dovranno

· apprendere come si possono produrre documenti in rete in modo collettivo (operando in una redazione virtuale)
      

· attivare dei meccanismi di refering (ci si leggono a vicenda i lavori, si suggeriscono modifiche, critiche, si chiedono dei chiarimenti)

· operare la scelta degli articoli, del risalto da dare alle notizie (da “strillare”in prima pagina, da mettere in secondo piano, ecc.)

· acquisire le modalità di creazione delle diverse “pagine “ (culturale, sportiva, politica)

· identificare le differenze e le specificità della comunicazione telematica rispetto ad altre forme di comunicazione.
      

Dimensioni di ricerca

Come si è detto la ricerca verrà svolta secondo la metodologia della ricerca azione, che prevede un accompagnamento scientifico del progetto e una comparazione tra le modalità operative adottate tra le varie scuole (per esempio, correttore ortografico si/no, ecc.)    

Le scuole potranno in una prima fase impegnarsi nella produzione di varie tipologie di giornali per verificare in seguito quale risulti la più idonea al conseguimento degli obiettivi educativi che si perseguono. Inizialmente ad esempio ogni scuola potrà presentare il giornale ai bambini in modo diverso: stabiliti alcuni approcci possibili si potrà avviare una attività di sperimentazione e verifica sulle differenze riscontrate nell’attuazione del progetto.

Anche per quanto riguarda la distribuzione di responsabilità tra scuole e tra classi si possono prevedere diverse possibili modalità di lavoro:   

-responsabilità fisse

-responsabilità per temi

-gruppo di redazione trasversale.

Anche in questo caso si verificheranno la implicazione di queste differenziazioni

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Monitoraggio e valutazione

La rilevazione e la comparazione delle scelte didattiche adottate costituisce uno degli argomenti centrali della ricerca. Pertanto sarà necessario discutere preliminarmente la questione del monitoraggio per adottare degli schemi condivisi di rilevazione dei dati e di valutazione del lavoro

    

   

Gruppo di ricerca

 

 

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Prof. Luigi Guerra, direttore della ricerca.

· Dott.ssa Anna Aluffi Pentini segretario scientifico.

· Dott. Alessandro Colombi e Dott.ssa Francesca Diambrini, esperti di applicazione didattica dell’informatica nella scuola.